mercoledì 9 aprile 2014

Interessante libro sui Caccia, aggiunto in bibliografia

Ecco un vecchio testo del 1972 che stuzzicherà la curiosità degli appassionati di aeronautica...

Kenneth Munson
 
CACCIA
E aerei d'attacco ed addestramento 1939-1945


Il testo contiene numerose tavole a cvolori, corredate di schede tecniche. Un simpatico strumento di riferimento per conoscere le varie versioni e livree dei caccia che parteciparono alla Seconda Guerra Mondiale

Una delle tante tavole tecniche a colori. Interessante il sistema "sdoppiato" adottato dagli illustratori per mostrare la livrea dorsale e ventrale dei velivoli.

martedì 1 aprile 2014

ELLIS ISLAND - NYC

 


Per molti versi Ellis Island è il luogo che mi ha colpito maggiormanete, durante la mia recente permanenza a New York. L'isola si trova di fronte a Manhattan, nella baia di New York, là dove il fiume Hudson incontra l'Oceano Atlantico. Il porto di Ellis Island per lungo tempo ha rappresentato il filtro attraverso il quale gli immigranti europei dovevano passare per sperare di accedere al suolo americano. Da questo luogo sono transitate ben 12.000.000 di persone, ciascuna portando con sé i propri sogni, la speranza di trovare un lavoro migliore o iniziare una nuova vita lontano dal Vecchio Continente. Accedere al sogno americano non era però così semplice e gli immigrati, da qualunque paese provenissero, venivano sottoposti ad una serie di controlli medici ed attitudinali per constatarne l'idoneità ad oltrepassare la frontiera americana. Statua della Libertà attraverso finestre dotate di griglie ed inferriate... Il pudore secolare di donne e uomini provenienti da paesi di antichissime tradizioni, come l'Italia, l'Irlanda e la Russia, veniva messo a dura prova dal trattamento rigido e disumanizzante al quale venivano sottoposti. Ma una volta superata la visita medica i guai non erano finiti... Dopo aver diviso i soggetti sani da coloro che presentavano problematiche di salute, i candidati venivano fatti accedere ad un'altra grande sala, dove un ufficiale dell'autorità portuale li avrebbe sottoposti ad una serie di "semplici domande":

Ellis Island è nata come installazione militare nel 1892 ed è caratterizzata da una complesso di casermaggi in mattoni rossi e da un fabbricato principale costituito da ampi saloni ed alte finestre. Avvicinandosi all'isolotto, che ospita ancora oggi il vecchio scalo portuale ed i suoi tetri fabbricati (convertiti ad attrazione museale), ci si rende subito conto dell'atmosfera austera che i nuovi arrivati devono aver percepito, una volta scesa la traballante passerella dei transatlantici che li avevano condotti oltre Oceano. Per i non idonei il viaggio sarebbe terminato prematuramente in quel luogo, attendendo il rimpatrio in uno dei tanti casermaggi dislocati sull'isola, mentre per coloro che si dimostravano sani ed abili al lavoro si sarebbe presentata l'opportunità di prendere un traghetto per raggiungere Manhattan. Tale selezione era quotidianamente affidata ad ufficiali dell'autorità portuale e medici, questi ultimi in special modo incaricati di stabilire l'idoneità psicofisica dei candidati. Dal punto di vista fisico, il nuovo arrivato non doveva presentare infermità permanenti, quali sordità, mutismo, cecità o altra malattia invalidante. Erano esclusi anche i vecchi, gli storpi ed i malati di mente. I medici segnavano gli immigrati sulla schiena con un gessetto, indicando PG per le donne gravide, K per le ernie ed X per le malattie mentali. Appare dunque ovvio  che la selezione mirava principalmente a dare accesso a soggetti sani, giovani ed abili ai lavori manuali.  Possiamo facilmente immaginare uomini e donne ammassati assieme ai propri bagagli in ampi saloni e paradossalmente costretti a guardare la
Come ti chiami?
Quanti anni hai?
Che lavoro sai fare?
Hai mai commesso crimini nel tuo paese?
Quanto denaro porti con te?
Hai parenti negli Stati Uniti d'America?
Dove ti recherai, una volta entrato negli Stati Uniti d'America?
 
In questo modo, con poche semplici domande ed in un batter d'occhio, veniva deciso il futuro di intere famiglie. Gli immigrati rispondevano alla meno peggio ad ogni quesito rivoltogli, spesso con estrema difficoltà, in quanto non conoscevano la lingua. Ciò che però non potevano immaginare era che alle spalle dei funzionari doganali, appollaiati su sgabelli posti dietro a piccoli scrittoi di legno, si apriva una profonda scalinata suddivisa da tre ringhiere. Quella scala è ancora oggi percorribile durante la visita del museo e da una targa appesa al muro si apprende con una certa inquietudine che gli immigranti la chiamavano "la scala della separazione". Se infatti il candidato rispondeva correttamente all'interrogatorio veniva indirizzaato verso la rampa all'estrema destra, dalla quale avrebbe avuto accesso diretto alla biglietteria per comprarsi un biglietto del traghetto per Manhattan, mentre se risultava non idoneo all'immigrazione sarebbe stato indirizzato verso la rampa sinistra, così da tornare subito alla banchina portuale per essere reimbarcato sulla stessa nave che lo aveva condotto oltre Oceano. I transatlantici avevano infatti l'obbligo, secondo la legge americana, di riprenderli a bordo e riportarli ai porti di provenienza. Quanto alla rampa centrale della scalinata, essa era destinata ad accogliere coloro che risultavano sospetti di criminalità, o sul cui conto sarebbe stato necessario condurre maggiori accertamenti. Anarchici, dissidenti politici, criminali, persone prive di denaro o mestieri... Questi soggetti sarebbero stati tutti incarcerati fino ad accertamento eseguito, cosa che spesso poteva richiedere anche mesi di tempo. Ad ogni modo la quota di espulsi difficilmente superò mai il 2% degli immigranti.
Il flusso migratorio verso gli USA fu costante fino all'inizio del XX secolo, toccando il picco massimo di 1.004.756 unità nel 1907. Negli anni successivi, con l'intento di affinare la selezione, vennero introdotti anche i test di alfabetismo e stabilite le quote massime annue per ogni paese di provenienza, (L'Italia, ad esempio, nel 1924 si vedeva assegnata una quota massima di 2.700 nuove unità, a frone dei 17.000 accettati dall'Irlanda). La crisi del 1929 provocò un crollo delle presenze ed il fenomeno si trascinò in un lento decadimento durante gli anni successivi. Nel periodo che vide il Secondo Conflitto Mondiale vi vennero deportati prigionieri giapponesi, tedeschi ed italiani. Ellis Island venne in fine dismessa nel 1954, trasferendo le attività dell'autorità portuale direttamente a Manhattan. Nel 1990 vi venne istituito l'Ellis Island Immigration Museum ed oggi il centro museale ospita numerose sale espositive, che ricreano la storia dell'immigrazione negli Stati Uniti d'America. aver costruito gli Stati Uniti d'America", contribuendo alla grandezza di una nazione che ancora oggi suscita stupore per i suoi ritmi di crescita. All'interno del museo è presente anche una sala dotata di numerosi computers, attraverso i quali i visitatori possono liberamente eseguire una ricerca storica e trovare eventuali parenti immigrati in America.
Interessante è il percorso espositivo che illustra l'inserimento dei nuovi arrivati nel contesto americano ed il nuovo stile di vita al quale cercarono di adattarsi, pur mantenendo in molti casi le proprie tradizioni continentali. Grazie ad un opportuno revisionismo storico appare chiaro che oggi gli USA riconoscono a queste persone il merito di "
L'isola si può raggiungere facilmente acquistando un biglietto del traghetto che ogni giorno parte da Battery Park. La corsa è valida per visitare sia Liberty Island (Dove si trova la Statua della Libertà), sia Ellis Island. La vista dal traghetto è molto suggestiva e dona all'osservatore l'impressione di essere tornato indietro nel tempo... Per alcuni istanti ho potuto osservare la Statua della Libertà dallo stesso punto di vista di quanti, all'inizio del secolo, giunsero a New York in cerca di fortuna. Per quanto concerne poi la visita al museo dell'immigrazione, posso affermare di aver percepito la stessa atmosfera angosciante ed inquietante vissuta dai nostri connazionali che approdarono sull'isola. Sul banco di uno degli ufficiali doganali è ancora oggi esposto un documento di registrazione, datato, sul quale viene riportato l'arrivo di un piroscafo da Napoli. I nomi dei viaggiatori sono ancora ben leggibili e scorrendo quelle poche righe di registro si ha l'impressione di visualizzare i volti e le espressioni dei viaggiatori.  
In questo contesto è possibile anche cimentarsi con alcuni test interattivi, provando a fingersi immigranti e rispondendo alle domande delle autorità portuali. 
Quanti anni hai? 30
Hai parenti qui in America? Si, mio fratello lavora in una fattoria a Chicago
Quanti soldi hai? 10 dollari
Hai mai avuto problemi con la legge? No, mai
Cosa sei venuto a fare qui? Mio fratello mi ha chiamato per lavorare a Chicago.
Che fine avrebbe fatto questo immigrato secondo voi???
Soluzione: Rampa centrale della scalinata.... In carcere.  Vi starete domandando il perché, ma la risposta è semplice: Egli non ha denaro sufficiente per mantenersi almeno un mese negli USA prima di trovare lavoro e le autorità non vogliono persone a carico del sistema. Il denaro non gli sarà sufficiente neanche per raggiungere il fratello a Chicago. Inoltre il fatto di avere parenti negli USA impone dei controlli ed al fratello verrà chiesto di venire ad Ellis Island per riconoscere l'identità del candidato.
Quanti anni hai? 20
Hai parenti qui in America? Si, mio padre ha una macelleria qui a New York
Quanti soldi hai? 30 dollari
Hai mai avuto problemi con la legge? No, mai
Cosa sei venuto a fare qui? lavorare
Soluzione: Rampa centrale della scalinata.... In carcere: Benché il denaro sia quasi sufficiente, il padre verrà chiamato per accertare l'identità del candidato ed in caso positivo, il candidato verrà accettato.
Quanti anni hai? 24
Hai parenti qui in America? No
Quanti soldi hai? 15 dollari
Hai mai avuto problemi con la legge? No, mai
Cosa sei venuto a fare qui? vorrei lavorare in una fabbrica tessile
Soluzione: Rampa sinistra... Espulso. Il denaro non è sufficiente per mantenersi le prime settimane in America ed il govenro non vuole indigenti a carico. Il sogetto non ha parenti in America e verrà quindi indirizzato alla nave per il rimpatrio.
Quanti anni hai? 21
Hai parenti qui in America? No
Quanti soldi hai? 35 dollari
Hai mai avuto problemi con la legge? No, mai
Cosa sei venuto a fare qui? vorrei lavorare come muratore
Soluzione: Accettato... Indirizzato alla rampa destra della scala per accedere ai traghetti di Manhattan. (Il candidato è perfetto per gli standard dell'Ufficio Immigrazione. Manodopera incensurata abile per l'edilizia, che è anche in grado di mantenersi con i propri mezzi durante le prime settimane di soggiorno)...
 
Registro di ammissione dei passeggeri giunti da Napoli il 31 Gennaio 1920
a bordo del piroscafo S.S. Giuseppe Verdi


Il molo di attracco delle navi provenienti dall'Europa
 

Ricostruzioni di NYC e fotografie d'epoca esposte nel museo
 
Alcuni dei tanti casermaggi nei quali venivano trattenuti
coloro che non potevano entrare in America
 
Una fila di immigrati davanti all'ingresso del padiglione principale
 
 

STORIA E VIAGGI...


Durante il viaggio che questo inverno mi ha condotto dall'altra parte dell'Oceano Atlantico assieme a mia moglie, ho avuto modo di visitare luoghi magnifici e saturi di storie interessanti. Entrambi amiamo viaggiare, vivere e respirare ogni luogo, cercando di farci un'idea quanto più precisa possibile dei posti vistati, affinché tali esperienze rimangano per noi dense di stupendi ricordi. Dovendo dunque visitare in primo luogo New York e solo successivamente il Messico, prima di andarci a sdraiare sotto una palma stringendo in mano una Pinacolada gelata, abbiamo ritenuto opportuno vistare quanto più possibile della Grande Mela, per non rischiare di attraversarla come inconsapevoli spettatori. New York City rappresenta ormai per molti versi una leggenda, ma ad un primo impatto risulta difficile distinguere ciò che è nuovo da ciò che possiede un valore storico. Posso imputare una simile difficoltà solamente al fatto che gli Stati Uniti d'America presentano una storia assai recente, se escludiamo da questa valutazione le società precolombiane. Visitando città come NYC si intuisce chiaramente che vi sono edifici storici vecchi non più di duecento anni ed essendo una metropoli in continuo rinnovamento, tutto ciò che ha un valore storico viene inevitabilmente mischiato e circondato da strutture estremamente moderne. New York affonda comunque le sue radici in tempi lontani, ma le vicende che la videro prosperare attirano ancora oggi gli appassionati dell'era industriale e delle grandi migrazioni del XIX secolo. Dunque a breve pubblicherò brevi resoconti di viaggio, descrivendo ciò che maggiormente mi ha colpito di questa grande città, nella speranza che ciò possa ispirare quanti condividono la passione per questo genere di turismo.
 

"Seduzione etrusca" a Cortona...

Ecco un link alla recensione di Arte ed Arti riguardo la mostra di reperti etruschi visitabile a Cortona dal 22 Marzo al 31 Luglio.
La mostra espone una serie di reperti estremamente interessanti, ma propone anche una visione originale riguardo all'interesse per l'etruscologia che si diffuse in Inghilterra a partire dal secolo XVIII.
Per tutti gli amanti di etruscologia si tratta di un appuntamento da non mancare!!
 
Di seguito riporto il link all'articolo:

sabato 29 marzo 2014

LA BATTAGLIA DI LA DRANG - (LANDING ZONE XRAY)

Altro libro in bibliografia...
Il romanzo biografico di H. Moore e J. Galloway che ispirò il film "We were soldiers" di Mel Gibbson


Il romanzo tratta gli eventi iniziali della Guerra del Viet Nam, partendo dalla narrazione della battaglia di La Drang, descritta nel suo drammatico svolgimento attraverso i ricordi di coloro che vi presero parte.
Il Tenente Colonnello Harold Moore fu il comandante del 1° battaglione del 7th Reggimento Cavalleria Aerea, il reparto che venne maggiormente coinvolto durante il corso delle operazioni a La Drang. Egli scrisse questo romanzo biografico con l'intento di lasciare vivo nella memoria dei posteri il ricordo delle gesta dei suoi uomini ed il coraggio che essi dimostrarono in quei giorni di Novembre del 1965. Il co-autore di questa celebre opera è il giornalista Joseph Galloway, l'unico membro della stampa americana che assité agli scontri direttamente dal campo di battaglia. Entrambi gli autori rimasero sconvolti da una simile esperienza, tanto che decisero di mettere insieme ricordi ed esperienze vissute a La Drang, condensandole in un unico appassionante volume.
La battaglia di La Drang costituisce un vero e proprio spartiacque per quel che concerne il warfare moderno. Per la prima volta vennero impiegati gli elicotteri per trasportare truppe combattenti direttamente sul campo di battaglia, mettendo così fine una volta per tutte all'era dei grandi lanci in massa di paracadutisti, largamente impiegati durante la II Guerra Mondiale e la Guerra di Corea. L'elicottero e la cavalleria dell'aria diverranno uno standard delle guerre moderne e l'esperienza condotta in Viet Nam condizionerà fortemente ogni altro conflitto fino ai giorni nostri.
Il 14 Novembre 1965 alle 10.45 gli uomini di Harold Moore presero terra in una radura alla base di un imponente rilievo montuoso, conosciuto con il nome di "Massiccio del Chu-Pong". L'operazione, inserita in un più ampio contesto denominato "snidare e distruggere", sarebbe passata alla storia come il primo vero scontro tra soldati americani e nord vietnamiti. Il piano d'attacco di Moore prevedeva l'impiego di 16 elicotterei UH-1 Huey, macchine di nuova generazione destinate a diventare per lungo tempo la spina dorsale dei reparti ad ala rotante statunitensi. Purtroppo il numero di elicotteri impiegati apparve da subito insufficiente e la capacità di carico degli UH-1 Huey (appartenenti al 229° battaglione elicotteri d'assalto, comandati dal celebre Maggiore Bruce Crandall), avrebbe permesso di condurre a destinazione solo una compagnia per volta; dunque i primi soldati americani scesi a La Drang sarebbero rimasti soli ad attendere i rinforzi per molto tempo ed esposti agli attacchi del nemico...  Gli americani della compagnia BRAVO furono i primi ad essere sbarcati ad X-Ray, ma si trovarono ben presto a mal partito, pressati verso il centro della zona d'atterraggio da ben tre battaglioni nord vietnamiti, il cui comando supremo era affidato ad un veterano di Dien Bien Phu, il generale Chu Huy Man. La zona d'atterraggio del 7th cavalleggeri, (denominata X-Ray), venne presto accerchiata da un imponente schieramento di soldati nord vietnamiti che contava ben tre divisioni formate da soldati estremamente combattivi e nei tre giorni che seguirono il 14 Novembre gli americani dovettero combattere strenuamente per la propria sopravvivenza. I 495 cavalleggeri americani sostennero l'urto di ben 2000 nordvietnamiti, arrivando fino al corpo a corpo quando necessario ed alcuni settori del perimetro furono spesso sul punto di cedere. Solo il massiccio supporto d'artiglieria ed il costante rifornimento di munizioni e uomini operato dagli equipaggi degli elicotteri, avrebbe permesso ad alcuni uomini di Moore di sopravvivere ad una simile esperienza... In questo contesto il Tenente Colonnello Moore fu sempre presente sul campo di battaglia, assieme al giornalisa J. Galloway. La battaglia si concluse il 16 Novembre con il ritiro dei NordVietnamiti dal campo. Essi avevano riportato massicce perdite e dal proprio punto di vista avevano ottenuto lo scopo di testare le capacità offensive del nemico. Ma ciò costituì per gli americani solamente una "vittoria di Pirro", poiché altri dieci anni di guerra li avrebbero attesi nell'impenetrabile giungla del Viet Nam.
Moore e Galloway ci raccontano quei tremendi giorni di Novembre attraverso le testimonianze dei reduci, ma il valore aggiunto del best seller da loro realizzato  risiede nell'intreccio dei racconti di soladti americani e nord vietnamiti. Le testimonianze si incrociano, spesso narrando gli stessi eventi, ma da punti di vista differenti. Impressionante ed al tempo stesso intrigante risulta infatti il punto di vista espresso del generale Chu Huy Man, intervistato da Moore quasi trent'anni dopo la fine della guerra. In questo contesto il romanzo perde la sua connotazione narrativa e diviene un vero e proprio saggio di strategia militare, dal quale emergono i prodromi della guerra moderna.
Paradossale inoltre pensare che il reparto comandato da Harold Moore, il 7th cavalleggeri, fu anche il reparto comandato dal Generale Custer a Little Big Horn...
Dal romanzo emergono alcuni contenuti di forte impatto:
- Gli americani ed i vietcong all'epoca cercavano entrambi un primo scontro, per testare le capacità di eserciti che mai si erano affrontati prima di allora.
- Gli americani sperimentarono con successo la concezzione della cavalleria aerea e l'impiego dell'elicottero come mezzo di trasporto sul campo di battaglia.
- Venne sperimentata e migliorata la concezione del supporto d'artiglieria ravvicinato, inteso come scudo difensivo per unità di fanteria isolate.
- La battaglia di La Drang fu un drammatico spreco di vite umane da entrambe le parti, frutto della superficialità ed ostinazione dell'alto comando USA, carattersitiche che non avrebbe mai perso durante l'intero conflitto.

sabato 22 marzo 2014

ALTRO TESTO AGGIUNTO IN BIBLIOGRAFIA...
 
HENRY DUNANT
"UN RICORDO DI SOLFERINO"
 




martedì 18 marzo 2014

Per gli amanti dei mezzi corazzati, ecco un altro libro interessante aggiunto in bibliografia
 
FRANZ KUROWSKI
STURMGESHUTZE VOR!
ASSAULT GUNS ON THE FRONT