martedì 29 aprile 2014

Tecniche d'assedio ed arte iconografica. Parte 3



In questa rappresentazione del 1470 di Jean de Warin si notano altri due tipi di bocche da fuoco, questa volta montate su supporti ruotati o basculanti. Con buona probabilità il realizzatore di questa opera si è ispirato a modelli osservati dal vivo e pertanto in uso a quel tempo.

Da notare sul terreno, accanto alle bombarde, i proiettili di pietra levigata che venivano generalmente caricati a mano attraverso la bocca da fuoco. Davanti ad essa si inserivano poi stracci, paglia o erba, per "calzare bene il proiettile" e ridurre la dispersione della carica dopo lo scoppio della polvere. Un procedimento lungo e faticoso che rendeva la procedura di caricamento estremamente lenta. Altra osservazione meritano i tasselli di legno inseriti dietro la culatta o sotto l'affusto, probabilmente usati come zeppe per correggere la traiettoria del tiro.
Curiosa la rappresentazione dei tendaggi, sicuramente presenti nel campo d'assedio, decorati con drappeggi e ricami a filo d'oro. In alcune circostanze si usava il filo di rame, per ottenere decorazioni dorate ad un costo minore, soprattutto quando tali tessuti erano destinati ad un uso campale come nel caso di cotte d'armi, stendardi, tende da campo e drappi per cavalli da guerra. Ma quando veniva esposto alle intemperie, il rame si ossidava virando verso una colorazione verde e questo fatto, in alcune circostanze, ha indotto gli studiosi a dibattere sul "vero colore" di alcune araldiche rappresentate nei codici miniati. Tende di simile raffinatezza e decoro verosimilmente appartenevano ad un nobile di alto rango.
I notabili raffigurati sul lato sinistro dell'iconografia rappresentano in un certo senso un riassunto di ciò che avveniva attorno ad una guerra d'assedio. Contrattazioni tra assedianti ed assediati, alleanze diplomatiche, accordi di tregua, ecc...  I due dignitari sembrano stringere un accordo, unendo le loro mani sopra un cuscino di tessuto blu. Essi sono circondati dai propri consiglieri e tutti indossano i tipici abiti del secolo XV. Uno dei due soggetti principali (quello a destra) indossa la corona, simbolo di regalità. Ma si notano anche i tipici simboli del cavalierato: la pelliccia di vaio che circonda i margini della veste ed il colletto della cotta d'arme, gli speroni d'oro indossati sopra gli stivali ed in fine la spada, che pende dal fianco.

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